lunedì 15 aprile 2019

"ARRIVANO I RUSSI" - GLI ALLUCINATI DISCORSI DELL'IMPERATORE USA E DEI SUOI SCAGNOZZI


La collaborazione tra il Venezuela e la Federazione Russa in varie questioni, in particolare quella l veto sull'acquisto di pezzi di ricambio essenziali per i caccia F-16 di fabbricazione statunitense. In realtà, la paternità delle relazioni con la Russia è iniziata al tavolo del Pentagono. Recentemente, il gruppo Veterans for Sanity (VIPS) degli Stati Uniti Professional Intelligence, tutti in una situazione di pensionamento, ha messo in guardia in un memorandum al governo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump su diverse questioni di sicurezza. Ma lui è offuscato dal problema della Russia in Venezuela. "Come ex funzionari dell'intelligence e professionisti della sicurezza nazionale, con molti decenni di esperienza, vi esortiamo a non spingervi fino all'adozione di azioni militari catastrofiche in risposta ai disordini civili in Venezuela o alle attività russe nell'emisfero occidentale. Il recente arrivo di due aerei da trasporto e il persistente sostegno politico al governo venezuelano, i russi sono lontani dall'attraversare qualsiasi linea rossa derivante dalla dottrina Monroe del 1823 ", hanno affermato nel documento. Vale a dire, per gli esperti dell'intelligence americana e dei progettisti della strategia di espansione americana, rimane all'interno dell'area di influenza storica degli Stati Uniti. I russi non hanno un paese vassallo nei Caraibi e quello che c'è con la Russia è una collaborazione militare e non il consolidamento di una franchigia eurasiatica tropicale.
L'apice del discorso sulla guerra fredda raggiunge un livello elevato quando si tratta di equiparare le relazioni militari tra Caracas e Mosca con una nuova "crisi dei missili cubani" per accendere tutti gli allarmi anti-virus nella politica statunitense e in altre aree di influenza . Tutto sotto una semiotica secondo cui devi invadere il paese per evitare che diventi una "colonia sovietica". Un approccio così corrosivo e falso, come quello delle "armi di distruzione di massa" in Iraq.

martedì 9 aprile 2019

CABELLO DENUNCIA


E' evidente la politica del governo chavista che come ogni governo ha a cuore le sorti del popolo. Cabello, nel suo discorso, accusa l'opposizione di fomentare la violenza e non nasconde le sue preoccupazioni. Il vice presidente del PSUV, ha invitato l'opposizione ad evitare di incitare alla violenza e ha ribadito che il popolo venezuelano vuole solo lavorare in pace per il recupero della pace nella nazione. Nel suo discorso ha affermato: "Bisogna cominciare a affrontare la questione della lotta contro l'odio. “Signori dell'opposizione, se non si smette di incitare all’odio, se non si fa ora, allora può essere troppo tardi perché si può generare un'ondata di violenza ". A tale riguardo, ha ratificato l'impegno del governo bolivariano per la salvaguardia della pace e della stabilità in Venezuela. "Difendiamo la pace, sempre, e quelli che affermano che dobbiamo eliminare i Chavisti sono quelli dell'opposizione, la politica non è fatta in quel modo".

venerdì 5 aprile 2019

LA PROPOSTA DI LEGGE USA DI AIUTI UMANITARI AL VENEZUELA. "CHE C'HAI DU SPICCI?"

Un nuovo disegno di legge al Senato propone $200MLN di "aiuti" al Venezuela, cioè $7 a venezuelano. Solo le ultime sanzioni sul petrolio sono costate al popolo venezuelano $30MLN al giorno, cioè gli "aiuti" USA ammontano al danno fatto in una settimana con le loro sanzioni.
Perché la foto di Barack Obama con Richard Branson? Per ricordare che la prima vacanza da ex Presidente USA del democrat e premio nobel per la pace è stata con il magnate del LiveAid Venezuela del 23 febbraio. D'altronde si sa che il primo muro con il Messico lo ha eretto Bill Clinton in California ed è meta turistica. Un po' come questo disegno di legge da " du' spicci" al Venezuela: bipartisan.
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Un gruppo bipartisan di 15 senatori statunitensi ha proposto un disegno di legge mercoledì per "aiutare" il Venezuela, incoraggiare altri paesi a imporre sanzioni all'amministrazione del presidente Nicolas Maduro e alleviare le pene ai funzionari venezuelani che riconoscono Guaidò. Il disegno di legge è stato battezzato (forse ironicamente e cinicamente) VERDAD.
Il senatore democratico Bob Menendez, nella Commissione per le relazioni estere, ha guidato il disegno di legge, che vuole fornire il supporto per il popolo venezuelano e gli strumenti per una soluzione pacifica alla crisi nella nazione OPEC.
"Questa legislazione offrirà la necessaria assistenza umanitaria e sostegno per il lungo cammino del Venezuela verso l'ordine democratico", ha detto il senatore repubblicano Narcos Rubio, un altro sponsor.

Il disegno di legge fornirebbe $ 200 milioni di nuovi aiuti per il Venezuela e $ 200 milioni per i paesi vicini che accolgono i rifugiati. Inoltre revocherà i visti degli Stati Uniti per i parenti dei venezuelani sanzionati, rimuoverà le sanzioni sui funzionari che riconoscono Guaido e richiederà la collaborazione dei governi latinoamericani ed europei nell'applicazione di nuove sanzioni al Venezuela.
Richiede inoltre che le agenzie statunitensi conducano gli sforzi per recuperare le "partecipazioni finanziarie corrotte" di funzionari venezuelani e accelerare la pianificazione con le istituzioni finanziarie internazionali sulla ristrutturazione economica del Venezuela.
Il disegno di legge non fornirebbe lo status di immigrazione temporanea protetta, o TPS, che consentirebbe a 70.000 venezuelani già negli Stati Uniti di rimanere.
Le proposte del TPS hanno affrontato qualche opposizione nell'amministrazione Trump, che ha preso una linea dura sull'immigrazione.
Il disegno di legge ha un'eccellente possibilità di andare avanti al Senato, dato il suo sostegno bipartisan.  (Fonte: Reuters)

giovedì 4 aprile 2019

SERRACCHIANI PD: INTERPELLANZA SUL COLTAN DAL VENEZUELA. A QUANDO QUELLE SULLE ARMI ALLO YEMEN?


Ricordiamo alla Serracchiani, che ha scritto l'interpellanza che riportiamo qui sotto, che a norma del Trattato di Pace (1954) fra Italia e potenze vincitrici, territorio e porto franco internazionale di Trieste dovrebbero essere smilitarizzati e protetti dalle Nazioni Unite. Invece, è divenuto luogo di partenza per carichi di armi indirizzati a regimi in guerra, e di possibile presenza di armi di distruzione di massa a bordo di navi nucleari militari in transito. Sono partiti materiale bellico agli Emirati Arabi Uniti per oltre 12 milioni di euro nel 2013 e per più di 6 milioni di euro nel 2015, l’Istat segnala nel 2016 l’esportazione di armi e munizioni verso il Bangladesh per circa 2 milioni di euro. Dal porto di Trieste partono carichi militari utilizzati nello Yemen dalla coalizione a guida Saudita per bombardare popolazioni inermi, nonostante questa invasione non abbia mai ricevuto dalle Nazioni Unite legittimazione ma condanna, da parte dell’ex Segretario Ban Ki-moon.Un rapporto al Consiglio di Sicurezza dimostra l’utilizzo di bombe italiane sulle aree civili in Yemen ed evidenzia come questo fatto possa costituire crimine di guerra. A quando l'interpellanza su tutto questo? Aspettiamo la risposta del Ministero, ma a parte il fatto che c'è una bella differenza tra coltan e armi, non ci risulta che le sanzioni riguardino il coltan visto che si parla per altro di gennaio 2018. Nel frattempo non leggiamo lo sdegno della Serracchiani sul fatto che in Comm. Esteri a Montecitorio sia stata ancora rinviata la discussione delle Risoluzioni sul conflitto in Yemen.

“Il Governo sgombri la nebbia che avvolge da mesi la sorte di un carico di minerale raro strategico spedito dal Venezuela alla volta del porto di Trieste. In una fase delicatissima dei rapporti internazionali, il Governo deve chiarire se l’Italia sta sostenendo il regime di Maduro favorendo una politica di importazioni dal Venezuela al nostro Paese, in particolare per quanto riguarda materie prime rare ad alto valore aggiunto come il ‘coltan’, minerale fondamentale nella produzione di apparecchi elettronici avanzati”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani, rendendo nota una sua interpellanza ai ministri delle Infrastrutture e Trasporti, dell’Economia e Finanze e degli Affari esteri, con cui, oltre ai chiarimenti sugli indirizzi di politica estera, chiede “se il Ministro dei Trasporti risulti essere a conoscenza di questo trasporto di minerale verso l’Italia e se il carico abbia davvero raggiunto il porto di Trieste e, ove confermato, se il ministro delle Finanze risulti essere a conoscenza dell’identità del soggetto importatore e se abbia ottemperato a tutte le normative, italiane e comunitarie, e a tutti gli obblighi doganali previsti per tale particolare tipologia di materia prima”.
Nell’interpellanza, Serracchiani ripercorre le tappe di una vicenda che ha il suo inizio ‘ufficiale’ il 10 maggio 2018, con Nicolás Maduro che annuncia: “Oggi parte la prima esportazione nella storia economica del Venezuela di un minerale chiamato Coltan e verrà esportato dal Venezuela alla Repubblica d’Italia”. Altre fonti parlano del rafforzamento dei legami commerciali del Venezuela con l’Italia “per l’esportazione di Coltan al fine di diversificare l’economia del paese e affrontare la guerra economica”. Contemporaneamente, conferme da parte italiana giungono per voce del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza il quale confermava la notizia del prossimo arrivo del Coltan venezuelano nel porto giuliano. Il primo cittadino ha spiegato che tale arrivo avrebbe fatto seguito alla visita di una delegazione venezuelana interessata a utilizzare, per la trasformazione industriale, la zona franca sita in un’area presso il capoluogo e a incontri presso le infrastrutture scientifiche dell’Area di Ricerca (Ente di ricerca nazionale) e di Elettra – Sincrotrone Trieste (società consortile per azioni di interesse nazionale). Dipiazza ha aggiunto che il contratto sarebbe già stato firmato con l’approvazione del “ministro delle Esportazioni”.
“A fronte delle ripetute affermazioni di autorità venezuelane e dell’asserito coinvolgimento di soggetti istituzionali italiani, è legittimo”, sottolinea Serracchiani, “sapere se l’Italia sta commerciando con il Venezuela in favore di Maduro e se Trieste sia la porta di questi traffici”.
(Comunicato Stampa del 3 aprile 2019)

martedì 2 aprile 2019

IL VENEZUELA LASCIA L'OEA.

BOLTON ... PIU' CHIARO DI COSI', NEMMENO IL DISEGNO.

Il Venezuela lascia l'OEA (l'Organizzazione degli Stati Americani o OAS) il prossimo 27 aprile, perché, come comunica l'ambasciatore rappresentante della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso l'ONU, Samuel Moncada, la "dottrina Monroe", razzista, è usata da Trump per invadere i paesi del continente Latino Americani, e mai vincerà sulle idee dei nostri libertadores. Sempre saremo una nazione indipendente, libera e sovrana!".
L'OEA il 27 marzo scorso ha riconosciuto Guaidò USAeGetta come il legittimo presidente del Venezuela. Per altro in aperta violazione delle regole stesse della OEA, perché il riconoscimento è avvenuto con il voto favorevole di 18 stati, mentre sono richiesti da statuto almeno 24 voti dell'Assemblea Generale. Per altro, sempre secondo lo Statuto, il Consiglio permanente non ha alcuna autorità per riconoscere i governi, la decisione è dunque un atto nullo e di mera propaganda. "Il Diritto Internazionale è chiaro su questo punto: nessuno stato può imporre ad uno stato il riconoscimento di un altro stato o governo. Il riconoscimento di un altro stato o governo non ha alcun effetto sulla designazione delle sue legittime autorità nazionali. La carta OAS è un trattato tra gli Stati membri che regolamenta le relazioni internazionali dell'emisfero. Trump fa carta straccia di tutto questo per imporre un colpo di stato in Venezuela, violando gli articoli: 1, 3, 9, 10, 11, 12 15, 19 (nei commenti gli screenshot). Con il colpo di stato, Trump assalterà le sedi diplomatiche del Venezuela a Washington violando la convenzione di Vienna che protegge i diplomatici di tutto il mondo, promuovendo così il caos internazionale che gli permetterà di saccheggiare la nostra nazione, violando l'intera carta OAS con lo scopo di fabbricare la finzione di una 'invasione legittima' in Venezuela, poiché il suo agente locale Guaidò adempirà al compito ignobile di ordinare la guerra contro il popolo venezuelano, come ha dichiarato di recente pubblicamente", conclude Moncada.








VENEZUELA: L'OPPOSITORE CAPRILES CACCIATO DAL POPOLO.


Al grido di "fuori da qui", gli abitanti dello stato di Vargas nella Costa Centrale, cacciano dal loro quartiere l'ex candidato presidenziale Henrique Capriles Radonski (sconfitto due volte, prima da Hugo Chávez nel 2012 e poi da Nicolás Maduro nel 2013), che voleva distribuire "aiuti umanitari" al popolo ieri. 

COME VIENE ACCOLTA L'OPPOSIZIONE IN VENEZUELA.

NARCOS RUBIO, RASSEGNATI!
Alla tua domanda la risposta te la danno ogni giorno il popolo venezuelano e l'esercito. Ogni giorno respingono i vostri tentativi di golpe e di sabotaggio. Ogni giorno vi ricordano da che parte stanno. Con Maduro. #HandsOffVenezuelaTrump!

N. Maduro: "Vorrei dirvi di cessare i vostri attacchi, ma so che non avete coscienza, non avete limiti etici, volete portare il paese ad una guerra civile ma non lo permetteremo. È l'ora della coscienza, della solidarietà, della morale e ne usciremo vittoriosi. Questo il mio impegno".

Al grido di "fuori da qui", gli abitanti dello stato di Vargas nella Costa Centrale, cacciano dal loro quartiere l'ex candidato presidenziale Henrique Capriles Radonski (sconfitto due volte, prima da Hugo Chávez nel 2012 e poi da Nicolás Maduro nel 2013), che voleva distribuire "aiuti umanitari" al popolo.




CUBA, CARDINI: IL BUON PADRE DI FAMIGLIA

Nei giorni scorsi abbiamo appreso sulla stampa cubana che a L'Avana sorgerà un parco acquatico all'interno dell'Acqu...