martedì 2 aprile 2019
LA CORTE SUPREMA DI GIUSTIZIA CHIEDE LA REVOCA DELL'IMMUNITA' PARLAMENTARE A GUAIDO'
La Corte Suprema di Giustizia (TSJ) ha chiesto all'Assemblea Nazionale
Costituente (ANC), di revocare l'immunità parlamentare del deputato e
l'autoproclamato "presidente in carica" del Venezuela, Juan Guaidó. Ha
ribadito inoltre il divieto per Guaidó di lasciare il Venezuela e gli ha
inflitto una multa di 200UT (Unidades Tributaria) per aver violato il
divieto precedente. Inoltre, vengono bloccati i conti correnti, non
potrà alienare e/o accumulare beni. Guaidó viene dichiarato in
disprezzo. Queste misure sono state approvate a seguito della richiesta
del PM che indaga su Guaidó per reati di violenza e altri crimini gravi
contro l'ordine costituzionale del Venezuela commessi dopo la sua
auto-proclamazione.
lunedì 1 aprile 2019
RITORNANO LE GUARIMBAS DEL 2017 IN VENEZUELA.
Mentre
la comunità si organizzava pazientamente per l'arrivo dei camion con la
consegna gratuita dell'acqua, grazie anche all'aiuto dei militari,
l'opposizione provocava manifestazioni, che sono degenerate in atti
violenti. Ecco come risponde la gente in modo seccato: "L'unico
usurpatore è lui", Guaidò, che "ha generato tutto questo". "Nonostante
tutto quello che sta accadendo, noi rimaniamo uniti e felici". (M.
Garcia - TeleSur)
Nei video i disordini in stile Guarimbas del 2017 occorsi lo scorso fine settimana.
Tutto programmato dagli USAeGetta da molto tempo. Questo è quello che disse l'ex ambasciatore degli Stati Uniti del Venezuela, Cile e Colombia: la "soluzione migliore" per il paese è quella di "accelerare" il collasso, anche se questo si traduce in un maggiore onere di sofferenza per mesi o anni per la popolazione venezuelana al solo fine di rovesciare il governo chavista di Nicolas Maduro.
Sabotaggio, violazione di Diritti Umani.
Nei video i disordini in stile Guarimbas del 2017 occorsi lo scorso fine settimana.
Tutto programmato dagli USAeGetta da molto tempo. Questo è quello che disse l'ex ambasciatore degli Stati Uniti del Venezuela, Cile e Colombia: la "soluzione migliore" per il paese è quella di "accelerare" il collasso, anche se questo si traduce in un maggiore onere di sofferenza per mesi o anni per la popolazione venezuelana al solo fine di rovesciare il governo chavista di Nicolas Maduro.
ELLIOTT ABRAMS GONGOLA E SGHIGNAZZA DI FRONTE ALL'ENNESIMO BLACKOUT IN VENEZUELA
Abrams si contorce e si agita mentre dichiara che i blackout in Venezuela sono dovuti alla "mancanza di manutenzione e investimenti" prima di predire, curiosamente, "la probabilità è che continuino i blackout" aggiungendo "il tipo di aiuto ... necessario per un ampio recupero dell'economia venezuelana" non può avvenire fino a quando non ci sarà un "cambio di regime".
La giornalista statunitense Anya Parampil scrive commentando la conferenza stampa: "Ci si aspetta che Abrams si comporti come un teppista nei briefings, un po' meno che lo faccia certa stampa, che sembra essere più assetata di sangue di lui. Con i loro interventi sotto forma di domanda i giornalisti di Fox, WaPo e Reuters spingono Abrams a sottoscrivere un'opzione militare. Matt Lee (AP Diplomatic Writer), mette invece in imbarazzo Abrams spiegandogli che il colpo di stato ha perso slancio.
Lee: Sono ancora 54 [i paesi che riconoscono Guaidó]?
Abrams: Sì signore.
Lee: Non ha avuto alcun successo nel convincere qualcun altro a unirsi? Abrams: Esatto.
E poi, in modo esilarante, mette Abrams in un angolo ed espone l'ipocrisia degli Stati Uniti nella sua opposizione alla cooperazione militare russa e cubana con il Venezuela. "Perché non dire semplicemente mettiamo in guardia chiunque non sia d'accordo con noi contro lo schieramento di mezzi militari in Venezuela?"
Elliott Abrams gongola per la capacità degli Stati Uniti di impedire a Caracas di vendere il suo petrolio e il suo oro, affermando che l'obiettivo delle sanzioni è "negare il denaro al regime" e ride mentre descrive le sue minacce da gangster ai creditori: "abbiamo una vasta e diversificata rete" di sanzioni" quindi "state attenti a non finirci intrappolati".
Elliot Abrams, accusato di complicità nella morte di 300mila persone, sghignazza cinicamente mentre profetizza, insieme alla banda USAeGetta al completo, esattamente quello che avverrà dopo poche ore. Ancora un blackout in Venezuela causato dall'ennesimo sabotaggio dovuto ad attacchi sincronizzati al sistema elettrico nazionale attraverso impulsi elettromagnetici e un incendio doloso, che ha provocato (come preannunciato dal veggente Guaidò) disordini violenti a Caracas da parte dell'opposizione, e costretto il Governo a razionare l'elettricità per 30 giorni per portare il servizio alla normalità, con le ripercussioni che comporta, cioè una violazione di diritti umani.
E passa il silenzio così il flop di consenso del popolo venezuelano alla manifestazione di sabato a Guaidò.
sabato 30 marzo 2019
BERNAL DENUNCIA: IN COLOMBIA STANNO PREPARANDO UN'INCURSIONE PARAMILITARE
Freddy Bernal, Coordinatore Nazionale Brigadas CLAP, informa sul suo
account tw "dalla Colombia stanno preparando un'incursione paramilitare
contro il Venezuela, è una denuncia che pubblico. Stanno assumendo
giovani a 1500 dollari con corso di gestione di armi, esplosivi e
combattimenti urbani, per un'azione criminale sul territorio
venezuelano".
IL NUOVO PIANO DI GUAIDO' USAeGetta: IL RUOLO DELLA DEA
Proprio ieri
abbiamo pubblicato questa intervista a Juan Grillo, direttore dell'Ufficio nazionale antidroga del Venezuela, che invitiamo a leggere fino in
fondo, perché questa mattina alle 5.32 minuti Juan C. Sosa Azpúrua,
Presidente del Grupo Petróleo YV, twitta: "Una volta che Guaidò firmi
con la DEA, che è in sinergia con il Dipartimento di Difesa USA, avrà il
suo 'esercito'. La DEA, con agenti venezuelani, addestrati per essere
operativi sul campo, si muoverà sotto l'autorità di Guaidò e catturerà
Maduro e il suo enturage. Dopo di che vedrà la luce il Piano Venezuela
per controllare l'insurrezione".
CRI VENEZUELA: FRA 15 GG. SARANNO DISTRIBUITI GLI AIUTI A 650MILA PERSONE.
Ieri, in una conferenza stampa Francesco Rocca, Presidente della
Federazione Internazionale della Croce Rossa, ha dichiarato che fra 15
giorni ci sarà l'ingresso degli aiuti umanitari per 650mila persone.
"Dopo diverse riunioni con istituzioni dello Stato, organizzazioni
sociali, politiche e umanitarie in Venezuela, posso annunciare che la
CRI potrà contare con le condizioni legali e tecniche per lavorare nel
paese". Inoltre, ha specificato che la
consegna degli aiuti avverrà esclusivamente da parte del CRI, "senza
alcuna interferenza esterna". "Il tema della distribuzione degli aiuti
deve essere neutrale", in riferimento a quanto accaduto il 23 febbraio
scorso in cui Guaido' USAeGetta hanno tentato di forzare l'ingresso di
presunti "aiuti umanitari" al confine con la Colombia."Questo è un tema
che è stato molto politicizzato ... l'aiuto che daremo risponde alle
nostre regole, ai nostri protocolli".Naturalmente Guaido' ed Elliott Abrams hanno cavalcato la notizia per
intestarsene la paternità e strumentalizzarla. Ieri intanto, come
abbiamo già riportato, sono giunte a Caracas, da Pechino, 75 tonnellate
di aiuti in medicine e dispositivi sanitari.
La conferenza stampa è disponibile sull'account tw della Cruz Roja Venezolana.
La conferenza stampa è disponibile sull'account tw della Cruz Roja Venezolana.
IL SIMULACRO DELLE MASSE GUAIDO' CONTESTATO A CARACAS
L'autoproclamato esecutivo ad interim inabilitato Guaidó cerca di entrare in un quartiere popolare di Caracas (El Valle) ma i cittadini impediscono l'accesso al "simulacro delle masse". Strano davvero. Secondo tutti i media mainstream godrebbe di un "sostegno" oceanico. E oggi scendono in piazza chavisti e antichavisti.
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